Scappa avanti,

si svincola dalla serrata presa.

Inesorabile avanza,

verso qualsiasi destino.

Un ticchettio appena sordo,

cupo inoltre per quanto inevitabile.

Attendo il prossimo tic,

dimentico di vivere l’attesa.

Lo rimpiango se poco,

lo spreco quando troppo,

lo rivivivo dopo che è passato.

Fermo

sento tutto trascorrere,

provo a danzare,

non scappo,

non corro…

lascio solo che accada.

Sento e vivo il mio tempo,

detto il ritmo dell’esistenza che ho dinnanzi.